Cenni storici

Fondi

Catalogo





Apertura:
dal martedì al venerdì
ore 15 - 19

CENNI STORICI

La biblioteca è inaugurata ufficialmente nel 1928 ma la sua origine può essere fatta risalire al 1883, anno in cui Roberto Martelli venne eletto sindaco di Vinci.

La attività amministrativa di Roberto Martelli presenta infatti un costante impegno culturale, imperniato su un progetto: convogliare su Vinci il rinnovato interesse della storiografia scientifica e artistica sulla figura di Leonardo e promuovere la piccola città toscana a luogo di alti studi di specializzazione. Il clima culturale è favorevole: nel 1872 Gustavo Uzielli aveva dato alle stampe le sue Ricerche intorno a Leonardo da Vinci e il Ministero della Pubblica Istruzione curò la pubblicazione del Saggio delle opere di Leonardo da Vinci. Ancora in quell’anno era stato eretto il monumento a leonardo e ai suoi allievi in Piazza della Scala a Milano e già dal 1869 si era costituito un comitato per l’erezione di un altro monumento in Santa Croce a Firenze. Il Martelli, pur tra difficoltà e incomprensioni a livello locale, poteva contare sull’entusiastica amicizia di Giovanni Nencini e, sopratutto, di Gustavo Uzielli, il maggiore studioso leonardiano del periodo, al quale si deve l’iniziativa di fondare a Vinci una biblioteca.

Nel 1894 i maggiori studiosi leonardiani del tempo ricevettero la cittadinanza onoraria di Vinci: oltre l’Uzielli, Carlo Ravaisson-Mollien, Teodoro Sabachnikoff Giovanni Piumati. La raccolta vinciana andava arricchendosi di opere inviate in omaggio e, quasi sempre, con dedica: tra queste i codici dell’Institut de France trascritti da Ravaisson-Mollien, il Codice sul volo degli uccelli e i Fogli di anatomia di Windsor A e B editi da Piumati e Sabachnikoff, i fondamentali saggi di Volynski, Padelletti, Calvi (editore del Codice Leicester), Baratta, Beltrami, De Toni e tanti altri, nonché la preziosa edizione del Codice Atlantico edita da Hoepli in otto volumi dal 1894 al 1904. In Italia e altrove non esisteva nessun’altra raccolta di opere leonardiane: la nascita di una vera biblioteca avrebbe rappresentato qualcosa di molto importante nel panorama culturale italiano e internazionale. Ma si deve attendere il 1911, anno della morte dell’Uzielli, perché le premesse del grande progetto cominciassero a prendere corpo. Gli eredi accettarono la proposta del Comune di Vinci di acquistare la sezione leonardiana della ricca biblioteca dello studioso (1), rinunciando a più vantaggiose offerte. Si trattava comunque di un nucleo librario che attendeva uno spazio e una struttura più articolata in un vero istituto pubblico. Il primo problema fu risolto ancora dal Martelli nel 1919, il quale riuscì a convincere il conte Giulio Masetti da Bagnano a donare al Comune il castello dei Conti Guidi, di sua proprietà. In esso avrebbe dovuto trovare sede anche un museo dedicato a Leonardo. Il restauro di questo edificio (il cui nucleo centrale risale all’XI secolo) avvenne solo nel 1934 finanziato dal conte Giovanni Rasini di Castelcampo.

Dal 1928, intanto, Renzo Cianchi e Aladino Baldereschi avevano cominciato a occuparsi della biblioteca, redigendo un inventario e un catalogo sommario. Terminati i lavori di restauro, la biblioteca, che fino ad allora aveva funzionato in locali presso il municipio, si trasferì nel castello. Ben presto essa divenne uno dei centri principali per gli studi leonardiani. Nel 1952 fu al centro delle iniziative per il quinto centenario della nascita di Leonardo e nel 1961 ha dato vita alle Letture vinciane, che ancora oggi costituiscono un momento qualificato di studi e ricerche.

Trasformata nel corso degli anni settanta in un generico Centro di pubblica lettura, la Leonardiana è nata a nuova vita nel 1982, L’anno successivo è stato effettuato il trasferimento in nuovi più funzionali locali, destinando interamente il castello a sede del museo, costituito nel 1953. In quell’occasione la Fondazione Leonardo da Vinci, che dal 1975 ha sede presso l’istituto, ha donato alla biblioteca una copia di ciascuna opera edita dall’editore Giunti di Firenze.

Nella sua storia la Leonardiana ha ricevuto e riceve continuamente omaggi da autori, editori e appassionati all’opera di Leonardo: oltre ai già ricordati, va segnalata la raccolta di Nino Smiraglia-Scognamiglio acquisita nel 1953 (2).


http://www.leonet.it