Montopoli sorge sul dorso di
un poggio di tufo compreso tra diversi corsi d'acqua minori
e non lontano dal corso dell'Arno, che gli scorre a settentrione.
Facente parte, nel Medioevo della Diocesi
di Lucca, ma a confine con quelle di Pisa, Firenze e Volterra, ebbe
senza dubbio un notevole ruolo strategico per il controllo
e la difesa del territorio del Valdarno inferiore.
Sebbene sia menzionato nei documenti medioevali
già a partire dall'VIII secolo come semplice borgo
dipendente dalla pievania di San Pietro a Mosciano, della
sua storia cominciamo ad avere notizie più dettagliate e
precise solo ad iniziare dal Mille.
Sappiamo infatti che divenne
centro incastellato
tra il 1019 e il 1089 e
che in questo periodo fu proprietà
prima del Vescovo di Lucca, che probabilmente
promosse il processo di incastellamento per meglio
difendere il confine della sua giurisdizione; passò
quindi in mano ai signori
laici per ritornare, nel 1089, pertinenza della diocesi lucchese.
Ma già dalla prima metà del XII secolo si fecero
sentire le pressioni del Comune di Pisa che se ne vide
riconosciuto il possesso nel 1162 dall'imperatore
germanico Federico I. Montopoli, che nel frattempo
si era dato la struttura di Comune autonomo, si trovò
pertanto al centro di aspre contese da parte di pisani e lucchesi:
questi ultimi non esitarono a chiamare in aiuto l'esercito
fiorentino che nel frattempo aveva allargato le sue mire
espansionistiche nel territorio del Valdarno Pisano.
I continui attacchi e i devastanti assedi pisani
della prima metà del Trecento indussero gli abitanti di
Montopoli a sottomettersi volontariamente, nel 1349, al
governo di Firenze che istituì nel borgo un vicariato e vi
stabilì un esercito permanente.
Una ventina di anni dopo, però, il vicariato venne
trasferito a San Miniato e Montopoli rimase sede di
podesteria, mantenendo comunque la sua fedeltà a Firenze che
utilizzò l'importante castello come postazione militare
strategica nel suo processo di conquista di Pisa.
Assediato e saccheggiato dalle truppe di Carlo V
nel 1529, ritornò ad essere possedimento
fiorentino in epoca Granducale quando conobbe un nuovo, pur
se breve, periodo di utilizzo militare, durante la guerra contro
Siena.
I secoli successivi, caratterizzati dalla
pacificazione del territorio sotto l'egemonia
fiorentina, videro un notevole sviluppo delle
attività agricole e artigianali e una fioritura economica interrotta
solo dalla devastante epidemia di peste della prima
metà del Seicento, che decimò la popolazione montopolese.
Nel 1775,per decisione di Leopoldo I, la sede
della podesteria, in Montopoli fin dal Medioevo, venne
trasferita a Castelfranco di Sotto: il paese perse così
definitivamente ogni ruolo politico all'interno del
Granducato di Toscana.
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